Sito web economico:
cosa guardare prima.
Un sito web economico è un sito che costa poco per tutti gli anni in cui resta online, non solo il primo giorno. Per capire se lo è davvero, somma su tre anni il prezzo di partenza, il canone, i rinnovi, le modifiche e le ore che ci metti tu, e fatti dire a chi è intestato il dominio. Con Sito Prime costa 497€ una tantum + 27€/mese fatturati ad anno, IVA esclusa, con dominio, hosting e ritocchi compresi.
Il prezzo scritto in grande è quasi sempre quello del primo anno. Qui trovi come fare il conto intero prima di firmare, le domande da fare a qualunque fornitore e come teniamo basso il nostro prezzo senza spostare i costi più avanti. E con noi il conto si fa con il sito davanti: lo vedi finito, gratis, prima di pagare.
Cosa sommare, su tre anni
- Il prezzo di partenza — quello che paghi per avere il sito pronto. È la cifra che si confronta per prima, ed è quella che dice meno: da sola non racconta che cosa succede dal secondo anno in poi.
- Dominio e hosting — l'indirizzo del sito e lo spazio dove vive. Si pagano ogni anno, finché il sito resta online: chiedi se stanno nel canone o se arrivano come fatture separate, e da chi.
- I rinnovi — il prezzo del secondo e del terzo anno. Un'offerta di benvenuto che sale alla prima scadenza cambia il conto più di qualunque sconto sul primo.
- Le modifiche — l'orario d'estate, un prezzo nuovo, una foto, un numero di telefono. Capitano più volte l'anno: se ognuna si paga a parte, in tre anni diventano una voce vera.
- Testi e traduzioni — qualcuno li deve scrivere. Se tocca a te, mettili nel conto come ore; se li scrive il fornitore, controlla che siano compresi, e in quali lingue.
- Il tuo tempo — le sere passate a scegliere un modello, caricare foto, sistemare un menu che sul telefono non si legge. Non arriva in fattura, ed è la voce che il fai-da-te nasconde meglio.
Economico il primo giorno,
o per tre anni?
Chi cerca la realizzazione di un sito web economico di solito mette a confronto il prezzo di partenza. Ma un sito non si compra come un elettrodomestico: resta acceso per anni, e ogni anno costa qualcosa, così il confronto sul solo primo pagamento porta spesso fuori strada. Chi parte basso può rifarsi più avanti, sul rinnovo, sulle modifiche a pagamento o sul dominio; un'offerta che parte più alta può costare meno in tutto, se dentro c'è già quello che ti servirà.
Tre anni sono un buon orizzonte per fare il conto: abbastanza lunghi da far vedere rinnovi e modifiche, abbastanza corti da non dover indovinare il futuro. Prendi le offerte che stai valutando, scrivi le voci qui sopra una sotto l'altra e somma. Dove una voce manca, chiedi: è compresa, si paga a parte, o tocca a te?
Poi c'è il tuo tempo. Un sito che costa poco in euro ma ti porta via le sere non è economico: l'hai solo pagato in un'altra moneta. Per chi lavora al banco, in cantiere o in studio fino a tardi, le ore sono spesso la voce più cara di tutte.
Quanto costa un sito economico, su tre anni
Con Sito Prime il conto su tre anni ha due voci sole. La prima è 497€ una tantum, per il sito pronto e online. La seconda è il canone, 27€/mese fatturati ad anno: 324€ l'anno se rinnovi di anno in anno, oppure 810€ se paghi i tre anni insieme, con 6 mesi gratis. Le cifre sono IVA esclusa, e nel canone ci sono dominio, hosting e ritocchi. Nella tabella, il confronto con il fai-da-te e con un'agenzia.
| Fai-da-te | Agenzia o freelance | Sito Prime | |
|---|---|---|---|
| Quanto costa | 0–20€ al mese di abbonamento | in genere 1.000–4.500€, più un canone | 497€ una tantum + 27€/mese (fatturati ad anno), IVA esclusa |
| Chi lo fa | tu, di sera | loro, dopo riunioni e un acconto | noi, e prima di pagare vedi l'anteprima |
| Tempi | settimane | settimane o mesi | anteprima in 1–2 giorni lavorativi, online in pochi giorni dal tuo ok |
| Tre lingue | a carico tuo | di solito a parte | comprese |
| Modifiche | le fai tu | spesso a preventivo | I ritocchi sono compresi: li chiedi su WhatsApp |
| A chi è intestato il dominio | a te, se lo registri tu | dipende dal contratto: chiedilo per iscritto | a te: il dominio è tuo |
| Rinnovo | lo decide l'abbonamento che scegli | lo decide il contratto | mai automatico: prima della scadenza ti scriviamo, e decidi tu |
| Il tuo tempo | tutto il lavoro, dal modello ai testi | incontri, materiali da preparare, bozze da approvare | il nome dell'attività e la città (e il link di Google Maps, se lo trovi); il resto lo prepariamo noi |
Fai-da-te e agenzie: fasce indicative ricavate dai listini e dalle guide pubblicate online nel 2026, aggiornate a settembre 2026.
Il conto completo, anno per anno e con le formule da due o tre anni, è sulla pagina dei prezzi. Qui conta un'altra cosa: che in quelle due voci ci sia già quello che altrove arriva dopo. I ritocchi di tutti i giorni — un piatto o un prezzo, un orario, una foto, un testo — si chiedono su WhatsApp o per email, stanno nel canone e prima di andare online li guarda Riccardo.
Quello che resta fuori da queste due voci non è nascosto: è un altro lavoro. Il servizio fotografico non è compreso, e più sotto trovi l'elenco di che cosa il pacchetto non fa.
Canone mensile, chiavi in mano
o low cost?
Sito web a pagamento mensile. Pagare ogni mese non è né meglio né peggio che pagare una volta: dipende da che cosa compra quel canone. In certe formule il sito è in affitto: vive sulla piattaforma di chi lo vende, si spegne con l'ultima rata e non sempre si può portare altrove. In altre il sito si paga all'inizio, e il canone copre solo quello che serve a tenerlo online. Prima di firmare chiedi quale delle due stai comprando, e che cosa ti resta in mano se un giorno smetti.
Sito web chiavi in mano. Vuol dire che ricevi il sito finito e online, senza pezzi di lavoro a carico tuo: disegno, testi, dominio, hosting, pubblicazione. Controlla però che cosa c'è davvero dentro le chiavi. Se i testi li devi scrivere tu, o le traduzioni le devi cercare tu, è un chiavi in mano a metà, e la metà che manca la paghi in ore.
Sito web low cost. Un prezzo basso è onesto quando il fornitore ha tolto costi dal proprio lavoro — riunioni, trasferte, un disegno ripensato da zero ogni volta — e non dal tuo sito. Diventa un problema quando il risparmio lo paghi tu più avanti: un dominio che non è intestato a te, modifiche a parte, testi da scrivere di sera. Le domande qui sotto servono proprio a vedere la differenza.
Sette domande da fare
prima di firmare
- A chi è intestato il dominio? — la risposta che vuoi sentire è «a te», con il tuo nome o quello della tua attività. Il dominio finisce sui biglietti da visita, sull'insegna, sul furgone: se è registrato a nome di chi ti fa il sito, il giorno che vuoi cambiare devi chiedergli di lasciartelo. Più sotto trovi come controllarlo da solo.
- Il rinnovo è automatico? — chiedi di vedere per iscritto la data di scadenza, il prezzo del secondo anno e il modo per disdire. Un rinnovo che si addebita da solo non è per forza un problema, ma va saputo prima di lasciare i dati della carta.
- Quanto costano le modifiche? — fatti dire quali sono comprese nel canone, quali si pagano a intervento o a ore, e in quanto tempo arrivano online. Un sito economico con le modifiche care diventa caro al primo cambio di stagione.
- Chi scrive i testi? — se la risposta è «tu», il prezzo basso ha un costo in ore. Se li scrive il fornitore, chiedi da dove parte: dai dati veri della tua attività, o da frasi che andrebbero bene per chiunque? E in quali lingue.
- Cosa succede se smetti di pagare? — è la domanda che si fa meno. Il sito si spegne? Il dominio resta a te? Testi e foto si possono portare via, o restano sulla piattaforma di chi te l'ha venduto? Chiederlo all'inizio non è sfiducia: è l'unico momento in cui la risposta non ti costa niente.
- Che cosa non è compreso? — l'elenco di ciò che c'è te lo danno sempre; quello di ciò che manca va chiesto. Foto, traduzioni, un modulo per le prenotazioni, la gestione dei social: quello che non è scritto lo pagherai dopo, o lo farai tu.
- Il prezzo è scritto allo stesso modo? — IVA inclusa o esclusa, al mese o all'anno, per uno o per più anni: due offerte si confrontano solo se sono scritte nello stesso modo. Riportale tutte al totale di tre anni, con o senza IVA ma uguale per tutte, e la differenza vera salta fuori da sola.
Il dominio: come controllare
a chi è intestato
Per un dominio .it non devi fidarti sulla parola. Il Registro .it, che assegna e gestisce i domini che finiscono in .it, mostra sempre, nel servizio di consultazione chiamato Whois, a quale registrante — cioè a quale intestatario — è associato ogni nome a dominio. Se il nome che trovi non è il tuo, o quello della tua attività, chiedi perché.
La seconda cosa da chiedere è il codice Authinfo: la password del dominio, che il registrante usa per le operazioni che contano, come spostarlo presso un altro registrar (la società che registra e mantiene il dominio per conto dell'intestatario) o passarlo a un altro intestatario. Il regolamento del Registro .it (versione 8.0, par. 4.1: lo trovi fra le fonti) prevede che il registrar comunichi al registrante l'avvenuta registrazione del dominio e il codice Authinfo associato. Se il dominio è intestato a qualcun altro, per passarlo a tuo nome serve che sia lui a darti il codice: nella modifica del registrante è il vecchio intestatario a comunicarlo al nuovo.
Per i domini con altre estensioni, come il .com, valgono le regole dei rispettivi registri, ma la domanda da fare è la stessa. Le regole citate qui sono quelle pubblicate dal Registro .it quando abbiamo scritto questa guida: se hai un dubbio sul tuo caso, fa fede il testo sul suo sito.
Come teniamo basso
il nostro prezzo
- Un disegno che esiste già — ogni sito parte dal Signature Template del tuo settore, un disegno nostro pensato per quel mestiere. Non paghi le ore per inventarlo da zero: paghi quelle per farlo diventare tuo, con il tuo nome, i tuoi colori, i tuoi orari e i tuoi servizi.
- Testi preparati dal sistema, poi riletti — la prima stesura la scrive il nostro sistema dai dati veri della tua attività: la scheda Google, i profili, il vecchio sito se c'è. Poi i testi, in italiano, inglese e tedesco, vengono riletti prima di andare online. Tu non scrivi e non traduci niente, e se una frase non ti somiglia la cambiamo.
- L'anteprima al posto delle riunioni — niente preventivi da discutere né incontri da fissare: entro 1–2 giorni lavorativi prepariamo gratis l'anteprima con il nome della tua attività e te la mandiamo sul cellulare. Il sito lo vedi finito prima di pagare, senza doverti fidare sulla parola, e non c'è acconto: paghi solo se decidi di andare online.
- Un perimetro chiaro — una pagina completa divisa in sezioni, più la pagina del menu quando c'è e quella della privacy, in tre lingue, con dominio e hosting. Fare sempre lo stesso tipo di sito, e farlo bene, è quello che ci permette di scrivere il prezzo invece di mandarti un preventivo.
- Si parla su WhatsApp — le correzioni all'anteprima si chiedono con un messaggio su WhatsApp o per email, quando hai un momento fra un cliente e l'altro, e lo stesso vale dopo, a sito online. Così nel prezzo, che è lo stesso in ogni città, non ci sono trasferte da pagare, e tu non togli ore al lavoro. Se preferisci parlarne a voce, Riccardo ti richiama.
- Nessun costo spostato in avanti — il dominio è intestato a te, i ritocchi stanno nel canone e il prezzo degli anni dopo il primo è già scritto qui sopra. Il rinnovo non parte mai da solo: lo confermi tu, a ogni scadenza.
Cosa non facciamo,
per restare economici
Un prezzo scritto regge solo se il lavoro ha dei confini. Il nostro pacchetto non vende online e non incassa: niente carrello né pagamenti dal sito. Non gestisce prenotazioni con i posti liberi in tempo reale, non ha un'area riservata dove i clienti entrano con una password o caricano documenti, non manda newsletter e non ospita un tuo blog.
Non c'è nemmeno il servizio fotografico. Per l'anteprima usiamo le foto dei tuoi profili solo se nel modulo ce lo permetti; altrimenti partiamo da foto dimostrative, segnate come tali, che sostituisci con le tue quando vuoi.
E non scriviamo a mano, pagina per pagina, testi da copywriter, né disegniamo un'identità nuova: sono il lavoro del progetto d'autore, da 2.500€, per chi ha bisogno di più pagine, di più sedi o di un sito pensato da zero. Se ti serve una di queste cose, un sito economico non è la scelta giusta, e dirtelo prima costa meno a tutti e due.
Come funziona
Ci mandi il nome
Il nome dell'attività e la città (e il link di Google Maps, se lo trovi): due minuti. Da lì ricaviamo orari e stile; le foto dei tuoi profili solo se ce lo permetti.
Costruiamo l'anteprima
Gratis e sul tuo nome reale, entro 1–2 giorni lavorativi. Nessun acconto, nessun impegno.
La guardi dal vivo
Un link sul cellulare: la sistemiamo insieme finché non è davvero tua.
Vai online
Dominio, tre lingue, trovabile su Google: in pochi giorni dal tuo ok.
Fonti 3 documenti, controllati il 30 settembre 2026
Domande frequenti
Quanto costa in tutto un sito economico, su tre anni?
Conviene un sito web a pagamento mensile?
Che cosa vuol dire sito web chiavi in mano?
Il fai-da-te non costa ancora meno?
Se smetto di pagare, che fine fanno il sito e il dominio?
Come fa Sito Prime a tenere basso il prezzo?
Che cosa resta fuori da un sito economico come questo?
I prezzi di Sito Prime sono IVA compresa?
Mandaci il nome.
Ti facciamo vedere.
Ti bastano il nome dell'attività e la città: entro 1–2 giorni lavorativi l'anteprima del tuo sito ti arriva sul cellulare, gratis. La guardi con calma, fai il conto intero e poi decidi.
Ricevi la tua anteprima →497€ una tantum + 27€/mese (fatturazione annuale), IVA esclusa — dominio, hosting e ritocchi inclusi. Più anni = più mesi gratis: tutti i prezzi.