Il sito web del tuo
studio commercialista.
Un sito web per commercialisti fatto da Sito Prime dice quali servizi segui (contabilità, dichiarazioni, paghe se le fai, consulenza a imprese e partite IVA), a chi ti rivolgi, chi lavora nello studio e come si fissa il primo appuntamento, con telefono, WhatsApp ed email a un tocco. Costa 497€ una tantum + 27€/mese, fatturati una volta l'anno, IVA esclusa, con dominio, hosting e ritocchi compresi. L'anteprima del tuo studio è gratis: vedi il sito finito prima di decidere.
Chi cerca un commercialista ha spesso un momento preciso alle spalle: una partita IVA appena aperta, una società da costituire, uno studio da cambiare. Prima di telefonare vuole sapere tre cose: seguite casi come il mio? come lavorate? come ci si conosce? Se il sito lo dice con parole semplici, la prima telefonata parte già dal punto giusto.
Cosa deve avere il sito di uno studio commercialista
- I servizi, ciascuno col suo nome — tenuta della contabilità, regime forfettario, dichiarazioni dei redditi e 730, IVA, bilanci, paghe e contributi se li gestisci, assistenza a chi apre un'attività o costituisce una società. Scritti con le parole di chi cerca, non con quelle dei manuali: chi digita «apertura partita IVA» deve trovare proprio quella voce.
- A chi ti rivolgi — artigiani e ditte individuali, professionisti in forfettario, società di persone e di capitali, privati che vengono solo per il 730, associazioni. Detto in chiaro, fa chiamare i clienti che cerchi e ti risparmia le telefonate di chi seguiresti male.
- Il primo appuntamento — come si fissa, quanto dura, se si può fare in videochiamata, che cosa portare: l'ultima dichiarazione, le fatture dell'anno, un documento d'identità. E quando arriva il preventivo. Chi si presenta con le carte giuste fa perdere meno tempo a sé e allo studio.
- Chi c'è nello studio — ogni professionista con il titolo che gli spetta secondo l'iscrizione all'Albo (dottore commercialista, ragioniere commercialista o esperto contabile), revisore legale se è iscritto al Registro, e l'Ordine di iscrizione. Accanto, le persone della segreteria e dell'ufficio paghe: sono loro che il cliente sentirà più spesso.
- Chi arriva da un altro studio — cambiare commercialista mette in ansia: che fine fanno le scadenze in corso? quali carte servono? chi avvisa il collega? Poche righe su come gestisci il passaggio tolgono un buon motivo per rimandare la decisione di un altro anno.
- Orari e chiusure — quando risponde la segreteria, quando si riceve su appuntamento, se lo studio chiude ad agosto o tra Natale e l'Epifania. Quando cambiano, basta un messaggio e li aggiorniamo noi.
- Contatti senza giri — telefono, WhatsApp ed email partono con un tocco, e la PEC è scritta per esteso per chi deve mandarti un atto. In fondo a ogni pagina vanno titolo professionale, Ordine e numero di iscrizione all'Albo, partita IVA, indirizzo dello studio e il rimando al Codice deontologico: il D.Lgs. 70/2003 (art. 7) chiede di tenerli accessibili in modo diretto e permanente.
- Tre lingue per chi viene da fuori — lo straniero che vive all'estero e ha una casa in Italia, l'imprenditore arrivato da un altro Paese che apre qui la sua attività, chi si è trasferito per lavoro e deve capire che cosa gli tocca fare: con il sito in italiano, inglese e tedesco sa subito quali servizi offri e se in studio si parla la sua lingua. Se non si parla, lo scriviamo, così nessuno arriva con aspettative sbagliate.
Un commercialista si sceglie
per restarci anni
Al commercialista si affidano i conti dell'azienda, a volte anche quelli di casa, per anni: non è una scelta che si rifà il mese dopo. Per questo chi ti cerca legge con attenzione: vuole capire se segui casi come il suo, come organizzi il lavoro, chi troverà dall'altra parte quando telefona con una scadenza addosso. Se trova risposte chiare, chiama. Se trova una pagina generica, rimanda, e intanto resta dove sta.
Spesso il tuo nome passa di bocca in bocca: un cliente lo dà al suo fornitore, un collega lo indica a chi cerca un servizio che lui non segue, un'amica lo suggerisce a chi ha appena aperto la partita IVA. Chi lo riceve, prima di alzare il telefono, lo scrive su Google. Un sito internet per commercialisti serve a quel momento lì: fa vedere uno studio in attività, con i servizi di cui gli hanno parlato e un modo semplice per contattarlo.
Poi c'è la scelta di chi seguire. Uno studio che lavora con società di capitali e uno che segue soprattutto forfettari e dichiarazioni dei privati fanno mestieri vicini, ma non uguali. Scriverlo sul sito non allontana nessuno per sbaglio: porta le richieste giuste, e ti risparmia di spiegare ogni volta al telefono che la contabilità di una srl non la prendi, o che il 730 lo compili anche a chi non ha la partita IVA.
Scrivere il proprio sito, in uno studio, finisce spesso in fondo alla lista: prima vengono le scadenze dei clienti. Per questo non ti chiediamo testi. Partiamo da quello che dello studio è già pubblico, come la scheda Google, il sito attuale e i profili, e il nostro sistema prepara la prima stesura in italiano, inglese e tedesco; prima che vada online la rilegge Riccardo, e l'ultima parola è tua. Il tono è quello di uno studio professionale: sobrio, senza superlativi né promesse. Per la grafica scegliamo il Signature Template che si addice di più a uno studio, e lo riempiamo con nomi, titoli e servizi veri.
Quanto costa un sito web per un commercialista
Con Sito Prime il sito web di uno studio commercialista costa 497€ una tantum e poi 27€/mese, fatturati una volta l'anno (324€), IVA esclusa. Il prezzo è lo stesso per chi lavora da solo e per lo studio associato con più soci e una segreteria, in qualunque città. Nel canone ci sono dominio, hosting e ritocchi; per un ritocco basta un messaggio su WhatsApp o un'email: una tariffa da aggiornare, un orario, una foto, una riga di testo, un contatto. Nessun acconto: prima vedi il sito finito, con il nome del tuo studio, e poi decidi. Quando va online, il dominio è intestato a te. Nella tabella, il confronto con le altre due strade.
| Fai-da-te | Agenzia o freelance | Sito Prime | |
|---|---|---|---|
| Quanto costa | 0–20€ al mese di abbonamento | in genere 1.000–4.500€, più un canone | 497€ una tantum + 27€/mese (fatturati ad anno), IVA esclusa |
| Chi lo fa | tu, di sera | loro, dopo riunioni e un acconto | noi, e prima di pagare vedi l'anteprima |
| Tempi | settimane | settimane o mesi | anteprima in 1–2 giorni lavorativi, online in pochi giorni dal tuo ok |
| Tre lingue | a carico tuo | di solito a parte | comprese |
| Modifiche | le fai tu | spesso a preventivo | I ritocchi sono compresi: li chiedi su WhatsApp |
| Testi e codice deontologico | da controllare da solo, riga per riga | dipende da quanto conosce le regole della professione | testi sobri dalla prima stesura, e l'ultima parola è tua prima di andare online |
| Area riservata e documenti | estensioni o servizi a parte, da configurare e tenere in sicurezza | di solito un progetto a sé, con il suo preventivo | non compresa: è un sito vetrina |
Fai-da-te e agenzie: fasce indicative ricavate dai listini e dalle guide pubblicate online nel 2026, aggiornate a settembre 2026.
Il pacchetto è un sito vetrina: presenta lo studio e fa arrivare la prima telefonata. Le pratiche restano dove sono oggi, sulla PEC, sull'email o sul portale del gestionale, e se il portale c'è, dal sito ci si arriva con un tasto. Per questo non ci sono l'area riservata con password, il caricamento dei documenti, lo scadenziario per cliente, il pagamento delle parcelle e l'agenda online; restano fuori anche il blog con le novità fiscali, la newsletter ai clienti e il servizio fotografico. Se ti serve un sito più grande, con più pagine e un'identità costruita apposta, c'è il progetto d'autore, da 2.500€.
Per le foto partiamo da quelle dei tuoi profili, se nel modulo ce lo permetti; finché non arrivano le tue, l'anteprima usa immagini dimostrative, segnate come tali. Ne bastano poche, anche fatte col cellulare: la targa all'ingresso, la sala riunioni, le persone dello studio.
La scheda Google e LinkedIn
non raccontano lo studio
La scheda Google ti mette sulla mappa, con un orario e le recensioni. Non dice quali servizi segui né per chi lavori. E le recensioni, per chi è tenuto al segreto professionale, sono difficili da gestire: per rispondere nel merito a una critica dovresti parlare della pratica di un cliente, e il Codice deontologico (art. 39) chiede di non dare notizie coperte dal segreto e di non spendere il nome dei clienti su nessun mezzo di comunicazione, social compresi.
LinkedIn e gli altri profili parlano bene ai colleghi e alle aziende strutturate, meno all'idraulico in forfettario o alla famiglia che cerca chi le compili il 730. E i siti che raccolgono richieste di preventivo mettono lo stesso cliente davanti a più studi insieme: il confronto, lì, parte dal prezzo, prima ancora di sapere come lavori.
Sul sito decidi tu da dove si comincia: per uno studio commercialista, di solito, dai servizi e dal tipo di clienti che segui, poi dalle persone e dal primo appuntamento. Chi ha visto il tuo nome su Maps o su LinkedIn ci passa prima di chiamare, e trova quello che lo studio fa davvero e le persone che gli risponderanno al telefono.
Il codice deontologico
e il sito dello studio
La base vale per tutte le professioni ordinistiche: l'art. 4 del D.P.R. 137/2012 ammette con ogni mezzo la pubblicità informativa su attività, specializzazioni, titoli, struttura dello studio e compensi, purché sia veritiera e corretta, non violi il segreto professionale e non sia equivoca, ingannevole o denigratoria. Il Codice deontologico dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, approvato dal Consiglio nazionale il 21 marzo 2024 e in vigore dal 1° aprile 2024, all'art. 44 aggiunge che le informazioni non possono essere comparative, enfatizzanti, superlative o suggestive, e che ognuna deve poter essere verificata con elementi oggettivi.
Altri tre commi dello stesso articolo toccano da vicino il sito. Il comma 4 esclude i nomi dei clienti, anche se hanno dato il consenso, e la promozione di attività di altri. Il comma 11 stabilisce che il sito del professionista, o dello studio associato di cui fa parte, non può contenere riferimenti commerciali o pubblicitari. Il comma 2 vieta di mandare, anche tramite terzi, messaggi elettronici a potenziali clienti che non li hanno chiesti per offrire le proprie prestazioni: il primo passo lo fa chi ti cerca, e il sito è il posto dove arriva. C'è poi l'art. 24, comma 7: niente prestazioni gratuite o a prezzi solo simbolici, proposte o pubblicizzate in qualsiasi forma.
Poi c'è il titolo. Per l'art. 39 del D.Lgs. 139/2005 a chi è iscritto nella sezione A dell'Albo spetta il titolo di dottore commercialista, a chi è nella sezione B quello di esperto contabile; chi è arrivato nella sezione A dall'Albo dei ragionieri e periti commerciali è ragioniere commercialista (art. 61, comma 6). La parola «commercialista» la può usare solo chi è nella sezione A, con l'indicazione completa del titolo. Il Codice (art. 44, comma 5) chiede di usare il titolo che spetta secondo l'ordinamento: sul sito ognuno compare con il suo, e l'esperto contabile non viene chiamato commercialista.
In pratica: il titolo esatto e l'Ordine, i servizi descritti per quello che sono, i compensi se vuoi pubblicarli. Niente «il miglior studio della provincia», niente confronti con altri studi, niente elenco o loghi delle aziende seguite, niente «prima consulenza gratuita». Gli anni di attività si scrivono solo se si possono dimostrare, e per prudenza non riportiamo recensioni firmate: dietro una recensione a uno studio c'è, di norma, un cliente. Prima della pubblicazione ogni riga passa da te, perché ne rispondi tu. Se su un punto hai un dubbio, chiedi al tuo Ordine: noi ti consegniamo una stesura prudente, non un parere.
Come funziona
Ci mandi il nome dello studio e la città
E il link di Google Maps, se lo trovi; se lo studio ha già un sito, anche quello. Da lì leggiamo servizi, indirizzo e orari. Se vuoi, aggiungi in una riga per chi lavori e se fai anche le paghe.
Costruiamo l'anteprima
Gratis e sul tuo nome reale, entro 1–2 giorni lavorativi. Nessun acconto, nessun impegno.
La guardi dal vivo
Un link sul cellulare: la sistemiamo insieme finché non è davvero tua.
Vai online
Dominio, tre lingue, trovabile su Google: in pochi giorni dal tuo ok.
Fonti 5 documenti, controllati il 30 settembre 2026
Leggi, regolamenti e sentenze
- D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, art. 4 (pubblicità informativa delle professioni regolamentate) — Normattiva
- D.Lgs. 28 giugno 2005, n. 139, art. 39 (titoli professionali delle sezioni A e B dell'Albo) — Normattiva
- D.Lgs. 28 giugno 2005, n. 139, art. 61 (titolo di ragioniere commercialista, comma 6) — Normattiva
- D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70, art. 7 (informazioni generali obbligatorie) — Normattiva
Domande frequenti
Quanto costa un sito web per un commercialista?
Posso scrivere «prima consulenza gratuita» sul sito dello studio?
Posso mettere sul sito i nomi o i loghi delle aziende che seguo?
Posso pubblicare quanto costano la contabilità o il 730?
I clienti possono caricare fatture e documenti dal sito?
Nello studio ci sono dottori commercialisti ed esperti contabili: il sito ci presenta tutti?
Lo studio lavora col passaparola: serve lo stesso un sito internet?
Come si comincia, e quanto tempo porta via allo studio?
Mandaci il nome.
Ti facciamo vedere.
Costruiamo l'anteprima del sito del tuo studio, gratis e sul tuo nome reale, entro 1–2 giorni lavorativi. La vedi e decidi.
Ricevi la tua anteprima →497€ una tantum + 27€/mese (fatturazione annuale), IVA esclusa — dominio, hosting e ritocchi inclusi. Più anni = più mesi gratis: tutti i prezzi.